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LA PESSIMA FAMA DELL'AEROPORTO DI BRESSO

Primavera del 1947, un giovane studente dell'università Bocconi si reca con la sua Lambretta presso l'aeroporto di Bresso. Ha, come tanti altri giovani della sua età, voglia di volare, si iscrive all'AVM, paga per seguire un corso di volo a vela e passa tutta la primavera e l'estate a spingere e lavare alianti, di volare non se ne parla.
Primavera del 1948, lo stesso giovane studente raggiunge sempre con la sua fida Lambretta, l'aeroporto di Vergiate, dove ha sede il gruppo volo dei dipendenti della Siai Marchetti, e chiede "Si può volare?". La risposta è affermativa e lo stesso giorno inizia i primi voli a doppio comando con l'istruttore Sergio Baldisseri.
Il suo nome era Attilio Pronzati, divenne pluricampione italiano di volo a vela e non mise mai più piede in vita sua a Bresso.

Primavera di metà anni '50, Umberto Mantica inizia a volare a Bresso e consegue il brevetto di pilota di aliante. Pochi mesi dopo l'esame acquista un aliante, ma quando prova a volarci gli viene impedito.
L'ha pagato con un assegno, incarica un avvocato di far valere i suoi diritti e vince. L'aliante è suo e ci può volare. 1961 nasce, per volontà dei coniugi Orsi, l'aeroporto di Calcinate dedicato esclusivamente al volo a vela, Umberto Mantica passa dall'AVM all'allora AVAL e non metterà mai più piede a Bresso.

Primavera del 1993, un giovane studente di ingegneria aeronautica, segue il corso di pilotaggio presso l'Aeroclub Milano, manca poco all'esame per la licenza di pilota, quando il consiglio direttivo, che evidentemente aveva male amministrato il club, presieduto dall'Avv. Andrea Corte, decide di richiedere a tutti i soci, giovani e allievi inclusi, un versamento "una tantum" nelle casse dell'associazione per poter continuare a volare e terminare i corsi.
Il giovane universitario decide di pagare, passa l'esame, consegue la licenza, ma successivamente cambia aeroclub. Ora è uno degli ingegneri del progetto AW609 e non è mai più tornato a Bresso.

Fine 2012, la battaglia per il controllo dell'Aeroclub Milano, che fino ad allora si era combattuta a porte chiuse, esplode e diventa di dominio pubblico. I soci del club vedono in Andrea Tremolada la persona con le capacità adeguate alla ripartenza di un sodalizio stremato da anni di lotte interne. Due dei più famosi giornalisti italiani, Francesco Giaculli e Sergio Barlocchetti, soci dell'aeroclub, plaudono alla scelta e apprezzano, sulle pagine della rivista Volare, le scelte fatte dal nuovo presidente.
Andrea Tremolada si è dimesso da presidente in seguito a lettere anonime scritte ai vertici della precedente società per cui lavorava. Giaculli e Barlocchetti non hanno più messo piede a Bresso.

Episodi simili a quelli che ho raccontato probabilmente sono infiniti e innumerevoli i casi di piloti che hanno volato a Bresso e, in seguito, ne hanno parlato male, ancora maggiori quelli che mai ci hanno messo piede e si divertono nella pubblica e gratuita invettiva.
Io sono convinto che l'aeroporto e l'Aeroclub Milano siano un bene comune da salvaguardare, certo tante cose possono essere migliorate, come va migliorata la comunicazione, ma una scuola di volo, un'officina aeronautica e un gruppo di appassionati che, insieme, formano una flotta aerea su cui volare e permettono a chiunque di associarsi, rappresentano un modello da seguire e un modello che ogni pilota dovrebbe difendere.

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